Credo che le mie avventure ospedaliere siano destinate a durare e durare e durare… Venerdi… Risonanza magnetica di controllo. Appuntamento, preso a sbafo sotto raccomandazione altrimenti lo avrei avuto il 18 agosto… Ore 3 e 30.

Come si fa in questi casi, dato che si deve pagare il ticket e robe simili, si va una mezz’ora prima. Alle 3 ero li, circondato, come al solito, da una massa de vecchi semi-moribondi, da 1 truzzo misto zecca (una zecca però co l’occhiali Carrera bianchi) e da una burina scandalosa. Ve la descrivo: Alta, bionda, capelli mashati e legati indietro tiratissimi per fare la coda di cavallo, orecchini a cerchio de un diametro vicino al metro e mezzo con tanto de sbrillocchi sopra, rossetto rosa shocking da fa invidia a madonna, na camicietta scollatissima tanto da mostrare per bene le 2 bocce prorompenti strabordare per la totale assenza di reggiseno, un paio de jeans stretti strappati qui e li e le zeppone aperte da trans… Vi giuro una visione orribile… Per non parlare del suo modo di parlare che era una unione tra Sabrina Ferilli, Manuela Arcuri e Martufello

Comunque… Oltre questa marmaglia di gente, faccio l’accettazione, ma non senza difficoltà. Infatti la signorina, che tra le mansioni del suo lavoro c’era anche “frantumatio coglionis“, ha cominciato una invettiva senza fine su quello che è giusto e quello che non è giusto, sul passar davanti agli altri, sul fatto che da computer risultavo il 18 agosto e invece puf ci sono anche oggi e blablabla fino a che il mio cervello non ha deciso, e lo ringrazio, di alienare ogni suono circostante e far prevalere il fischio, tanto che la vedevo parlare ma non percepivo alcun suono dalle sue labbra… grazie a Dior, aggiungo io…

Dunque, pagata la risonanza, mi metto in sala d’attesa. Una vecchia cicciona, sedutami vicino, decide malauguratamente di attaccar bottone… tento di ignorarla e continuare a sentire la musica col mio iPhone ma non c’è verso… ha iniziato il discorso dicendo che quell’ “affare” che avevo in mano (l’iPhone appunto, già che l’ha chiamato affare doveva essere mutilata e bruciata viva) ce lo aveva anche suo nipote, che era amante della tecnologia… io la guardo, sorrido flebilmente, mi rimetto la cuffia… “eh… che bravo ragazzo che è… tra poco si sposa sa?“… levo la cuffia, sorrido di nuovo e per evitare di essere cafone chiedo: “chi è la fortunata?“… non lo avessi mai fatto…sapete quei film americani dove le vecchie portano dietro nel portafoglio le foto di tutto l’albero genealogico dai merovingi a oggi? Ecco… ha tirato fuori una brochure di foto interminabile…

Contrariamente alla mia frase di vita, e cioè “la vita me rema contro“, mentre agonizzavo sento chiamare il mio cognome! Penso: “cazzo, esiste un Dio!“. Mi alzo e vado, contento di aver scampato alla vecchia… ma il destino è beffardo e crudele e quel Dio, poc’anzi citato, anche lui lo è… mi avevano chiamato solo per prepararmi alla risonanza, e cioè a mettermi l’ago nella mano per mettere il contrasto, per rimandarmi in men che non si dica in sala d’attesa, dove la vecchia non aveva nemmeno rimesso a posto le fotografie e, come te sbaji?, non c’erano altri posti a sedere disponibili… Erano le 4 meno 1 quarto… mi han chiamato per la risonanza alle 6 meno 10… la vecchia non è MAI andata via…