Salve a tutti ed eccomi di ritorno in questo spazio dimenticato da Dio o chi ne fa le veci. Sono stato super impegnato con esami all’università e varie ed eventuali, quindi onde evitare che quella cojona de shandra se ne esca con un “Era ora che te decidevi a scrive qualcosa” o con un “Dio Karen quanto sei Scema!®” vengo a raccontarvi un aneddoto interessante che mi è capitato sotto mano girovagando per la rete.

Vi sto parlando di Gregory McKenna, un cittadino americano del Missouri. Che questo tizio soffrisse di manie di persecuzione non c’era ombra di dubbio ma qui sfioriamo il demente. Andiamo per ordine e vi riassumerò la sua storia.

Iniziò tutto in una buia e fredda sera nel lontanissimo 2000. In quell’anno sto tizio, a detta sua un gran fico, era stato fermato da alcuni mafiosi Italiani (e te pare?)  che lo avrebbero obbligato a diventare un modello per destinarlo al mercato della schiavitù della moda nel sottobosco della città di New York.

Farai da modello per noi a New York o ti uccideremo“. Era questo il messaggio più o meno vero che gli era stato lanciato da questi mafiosi. Rifiutando l’offerta il bonazzo McKenna (lo vorrei proprio vedè), avrebbe segnato la sua morte! E’ si!

E da quel funesto giorno, infatti, che sarebbe iniziata la persecuzione poichè la sua casa, la sua automobile e i suoi dispositivi, mediante la collaborazione di Apple e la Mafia (O_O ?), avrebbero iniziato a lanciare messaggi subliminali. Infatti la stessa Apple avrebbe modificato alcune canzoni in vendita su iTunes per spingere sto cessone ad accettare l’offerta mafiosa. In particolare la canzone “Still Tippin‘” del rapper Mike Jones conterrebbe messaggi in codice e umilianti (termini come “erpes”) che hanno la chiara finalità di umiliare la vittima, eccerto! Queste canzoni “modificate” tornano ossessivamente nella vita di McKenna che ha potuto ascoltarle ovunque: su due portatili Apple e su tre diversi veicoli tra cui la Honda Accord della madre.

Bene… e siccome risulta CHIARO ed EVIDENTE che questa sia tutta una grandissima cospirazione, ha ben deciso di andare dall’avvocato (che si sta ancora sfregando le mani per i soldi che prenderà per questa causa) e raccontare tutti i fatti e querelare apple per il chiaro accordo con la mafia italiana. Citando il testo presentato in tribunale possiamo infatti leggere: “la multinazionale di Cupertino si è alleata con la criminalità organizzata per costruire, distribuire e vendere illegalmente dispositivi appositamente modificati per perseguitare e torturare McKenna“.

Nella causa sono così finiti un investigatore privato, l’FBI (certamente coinvolo) e anche i poliziotti della contea di St. Louis perché, chissà poi per quale assurdo motivo, non hanno mai prestato ascolto alle continue e disperate telefonate di denuncia di McKenna. Sospetti pesanti aleggiano anche su uno dei meccanici. Sarebbe stato lui a modificare i tre veicoli citati e la Accord della mamma… D’altra parte con un cognome come D’Angelo è impossibile che non sia abbia qualche cosa a che fare con la mafia.

Ahahaha! :D Porello… porello… che pena! :D ahaha!

Un bacio a tutti